Variante in corso d'opera: quando si può fare e come si paga, lavori pubblici e privati
Una variante in corso d'opera è una modifica ai lavori decisa mentre il cantiere è aperto. Negli appalti pubblici è ammessa per circostanze imprevedibili, entro il 50% del valore iniziale del contratto (d.lgs. 36/2023, art. 120), e la autorizza il RUP. Nei lavori privati il cliente può ordinare variazioni fino a un sesto del prezzo e l'impresa ha diritto al compenso (codice civile, art. 1661). In tutti i casi: per iscritto e con il prezzo, prima di farla.
Lavori pubblici: quando si può modificare il contratto
L'articolo 120 del Codice dei contratti (d.lgs. 36/2023) elenca i casi in cui il contratto si modifica senza una nuova gara. Le varianti in corso d'opera in senso stretto sono le modifiche diventate necessarie per circostanze imprevedibili per la stazione appaltante (comma 1, lettera c):
- nuove norme o provvedimenti di autorità competenti;
- eventi naturali straordinari e forza maggiore;
- ritrovamenti che non si potevano prevedere in progettazione;
- difficoltà geologiche, idriche e simili non prevedibili.
Gli errori di progetto non sono tra queste causali: si verificano in contraddittorio con progettista e impresa (art. 120, comma 15-bis).
I limiti da conoscere
| Varianti per circostanze imprevedibili e lavori supplementari | Ogni modifica non oltre il 50% del valore iniziale del contratto (comma 2) |
| Modifiche di modesto valore, senza nuova gara | Sotto la soglia europea e sotto il 15% del valore iniziale per i lavori (comma 3) |
| Modifiche non sostanziali | Sempre consentite (comma 5), anche risparmi, soluzioni migliorative, interventi tecnici del direttore dei lavori (comma 7) |
| Quinto d'obbligo | Se previsto nei documenti di gara, la stazione appaltante può aumentare o ridurre i lavori fino a un quinto dell'importo, alle condizioni originarie, e l'impresa non può risolvere il contratto (comma 9) |
| Comunicazione ad ANAC | Sopra soglia, varianti oltre il 10% dell'importo originario, entro 30 giorni dall'approvazione (Allegato II.14, art. 5, comma 12) |
Fonti: d.lgs. 36/2023, art. 120 e Allegato II.14, art. 5, testo in vigore.
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GuardaCome funziona in cantiere
- Il direttore dei lavori propone la variante al RUP, con i motivi (Allegato II.14, art. 5).
- Il RUP la autorizza (art. 120, comma 13).
- Per le variazioni entro il quinto d'obbligo l'impresa firma l'atto di sottomissione, in segno di accettazione o di motivato dissenso.
- I nuovi prezzi si ricavano dai prezzari o da nuove analisi in contraddittorio. Se l'impresa non iscrive riserva, i prezzi si intendono accettati definitivamente.
Attenzione: le modifiche fatte dall'impresa senza ordine del direttore dei lavori vanno rimesse in pristino a sue spese.
Lavori privati: il contratto con il cliente
Qui valgono gli articoli 1659, 1660 e 1661 del codice civile:
- Variazioni concordate (art. 1659): l'impresa non può cambiare il lavoro senza autorizzazione del cliente, e l'autorizzazione si prova per iscritto. Con un prezzo a corpo non spetta nulla in più, salvo patto diverso.
- Variazioni necessarie (art. 1660): se non c'è accordo decide il giudice. Se superano un sesto del prezzo l'impresa può recedere.
- Variazioni ordinate dal cliente (art. 1661): il cliente può chiederle fino a un sesto del prezzo, e l'impresa ha diritto al compenso anche con prezzo a corpo.
La regola pratica è una: ogni variante scritta e quotata prima di farla. Le varianti fatte a voce sono il primo modo in cui si perde il margine di un cantiere. Un preventivo di variante fatto con lo stesso strumento del preventivo iniziale, come in Portante (link sponsorizzato), si aggiunge alla commessa e finisce nel SAL successivo.
Lavori privati: il titolo edilizio
Se la variante cambia quanto autorizzato dal Comune, serve anche la pratica edilizia. Le varianti al permesso di costruire che non sono variazioni essenziali si fanno con SCIA e si comunicano a fine lavori con l'attestazione del professionista (DPR 380/2001, art. 22, comma 2-bis).
Leggi anche: SAL in edilizia: cos'è e come si fa, con esempio · Computo metrico: cos'è, come si fa e differenza con il preventivo (con esempio) · Cronoprogramma dei lavori
Domande frequenti
Quando è ammessa una variante in corso d'opera negli appalti pubblici?
Per circostanze imprevedibili: nuove norme, eventi naturali straordinari, ritrovamenti o difficoltà geologiche non prevedibili (d.lgs. 36/2023, art. 120, comma 1, lettera c), entro il 50% del valore iniziale.
Cos'è il quinto d'obbligo?
Se previsto nei documenti di gara, la stazione appaltante può aumentare o ridurre i lavori fino a un quinto dell'importo alle condizioni originarie, e l'impresa deve eseguirli.
Nei lavori privati il cliente può chiedere varianti?
Sì, fino a un sesto del prezzo, e l'impresa ha diritto al compenso (art. 1661 c.c.). Meglio sempre per iscritto.
Serve una pratica al Comune per la variante?
Se cambia quanto autorizzato sì: per le varianti non essenziali al permesso di costruire basta la SCIA, comunicata a fine lavori.
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Fonti
- Normattiva: d.lgs. 36/2023, art. 120 (modifiche dei contratti)
- Normattiva: d.lgs. 36/2023, Allegato II.14, art. 5 (varianti)
- Normattiva: codice civile, art. 1659
- Normattiva: codice civile, art. 1660
- Normattiva: codice civile, art. 1661
- Normattiva: DPR 380/2001, art. 22 (SCIA in variante)
- Portante: preventivo edile